postato da vissidarte alle ore 16:32
domenica, 21 maggio 2006

Ieri sera ho avuto l'onore di assistere alla rappresentazione di L'atenaide, opera di Vivaldi, composta per il Teatro della Pergola nel 1728 e quivi di nuovo rappresentata, per l'appunto ieri sera, dopo soltanto 278 anni.

Da profana ( e ignorante) sono rimasta sbalordita, in particolar modo dell'orchestra barocca Modo Antiquo, bravissimi a mio modesto parere, che ahimè non avevo ancora avuto l'onore di ascoltare dal vivo. Eccezionale la direzione di Federico Maria Sardelli, meglio conosciuto come salace vignettista de Il vernacoliere.

Qualche sera prima sono stata anche al Comunale, a cercare di godermi il Falstaff. Sono riuscita a godermi Ruggero Raimondi, inebetita davanti al fascino di un'artista sempre verde. Non molto il resto, visto che le scene (bellissim, per carità, ma... anche meno), pensate per il Teatro della Pergola, sul palcoscenico del Comunale si perdevano e dilatavano fastidiosamente, compromettendo anche il normale rapporto che normalmente si dovrebbe creare tra i cantanti e il pubblico dell'opera buffa. Peccato. Peccato anche per una Barbara Frittoli un po' sottotono, e pure ingrassata di nuovo.

E' probabile che la differenza la faccia anche la loocation, visto che alla Pergola anche una gara di rutti assumerebbe una qualche dignità, mentre al Comunale...lascizamo stare.

Conclusione: ad una splendida Atenaide messa su con due lire risponde un Falstaff così così dai costi esorbitanti.

Ecco.
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categoria : a titolo informativo, firenze sogna, una voce poco fa

postato da vissidarte alle ore 13:35
venerdì, 12 maggio 2006

è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai

mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni

passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole

io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati


Buon compleanno.

 

 

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categoria : è una cronaca d-amor

postato da vissidarte alle ore 23:35
lunedì, 01 maggio 2006

Anche questa lunga giornata è finita.

Sono stata ad un concerto dell'orchestra da camera fiorentina; il programma era interessante, Valentini e Mozart, ma considerata l'eccelsa simpatia che la suddetta orchestra riscuote da parte mia, avrei anche piacevolmente saltato s non fosse stato per le piccole insistenze della mia amica che, interessandosi alla classica almeno quanto io alla boxe e al motomondiale, aveva stavolta un ottimo motivo per sorbirsi due ore di quella che lei chiama na palla: il violinista David Garrett.

Trattasi di belloccio americano, 26 anni circa, capello biondissimo e ribelle, fisico perfetto, sorriso durbans. Segni particolari: suona uno Stradivari del 1716.

Premesso che non sono, ahimè, una intenditrice di violinisti, m'è sembrato molto bravo. La tristezza però era in agguato. Il pubblico era formato - more or less - da ragazzine in piena crisi ormonale, in delirio come fosse la reunion dei Take That, signore di tutte le età che sospiravano bello, bello..., qualche americano sfatto e qualche giapponese capitati casualmente.

Risultato: delirio totale, foto a sfare, bis e tris tra il tripudio generale, platea dimezzata durante l'ultimo pezzo che non prevedeva la presenza del nostro.

Naturalmente la mia amica non è stata da meno. Alla fine del concerto non ha potuto fare a meno di dargli la caccia, insieme ad almeno altre cinquanta assatanate, soltanto per dirgli sei bravissimo, sei bellissimo... e ricerverne un thank you. Il biondone è apparso con un paio di jeans consumati, di quelli con il cavallo bassissimo, una magliettina tristissima con cappellino in tinta, scarpe da ginnastica, pardon, da jogging.

Insomma... che tristezza. Me ne stavo in disparte a guardare la scena, mentre i pensieri correvano da tutt'altra parte. Ultima occhiata alla situazione, poi riesco a trascinare via la mia amica, mentre una domanda mi rimbomba in testa... perchè io non sono così? non ho più l'età....

Rido da sola come una scema. La mia amica non può capire... ed ha anche qualche anno più di me!
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categoria : firenze sogna, una voce poco fa, l-amica dice bene