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Ma porto meco in seno Un segreto timor, che mi predice
Quanto poco il mio cor sarà felice. In faccia all'oggetto,
Che m'arde d'amore, dovrei sol diletto
Sentirmi nel core, ma sento un tormento,
Che intender non so. Quel labbro, che tace,
Quel torbido ciglio la cara mia pace
Già mette in periglio, già dice, che solo
Penare dovrò.
Deciso: andrò al mare. E magari subito dopo, per il mio compleanno, al Covent Garden. Dico magari perchè non ho ancora deciso se andarci a nuoto o imparare nel frattempo a camminare sulle acque.
Forse dovrei combattere la mia fobia per l'aereo. Ma forse anche no. La vita è troppo breve per farsi deliberatamente violenza, dunque...
In fondo son già una sopravvissuta: stamani attraverso sulle strisce, con il verde a mio favore, ed un simpaticone a tutta velocità mi fa un pelo galattico. In compenso alla fine delle strisce c'era un bel furgone parcheggiato, tento di aggirarlo e guadagnarmi il marciapiede, dove mi sfreccia dinanzi una moto. Sul marciapiede, intendo.
E non per dire quanto si stesse meglio un tempo, o che si stava meglio quando si stava peggio, ma questa città, questo paese, mi sembra incredibilmente peggiorata. Un tempo almeno ti chiedevano scusa, adesso se ti va bene ti mandano a fare in culo, altrimenti si fermano e ti minacciano. Bleah.
Un tempo la signora bene fiorentina, affacciata alla finestra, si scandalizzava e ti chiedeva se avessi bisogno di qualcosa. 'Chissà come ll'è spaventata poherina, la vole salire a prendere un caffè?'. Oggi chiude le finestre, 'un sia mai m'ABBINO visto'...
Vabbè, fine dello sclero. La giornata è lunga, torno alle mie cose.
Bona buhaioli!!!