Perdonatemi, non posso scrivere.
Grondo sangue.
Ingoio lacrime.
E sia.
Da ieri ho trentun anni. Vi risparmierò la cronaca della giornata.
Un solo consiglio: Mai, superati i venticinque, festeggiare il proprio compleanno in famiglia.

E pensare che il mio uomo è proprio lui.
Ed ogni volta che lo guardo (spessissimo, invero) e mi rendo conto che non lo avrò mai, manco.
Carissimo Orlando, se passi da Firenze, vieni a trovarmi. Portati anche il cane, farà compagnia al mio... e magari ci facciamo anche un'oretta di nam mioho renghe chio.
Pensaci, Orlando.
Io ti aspetterò anche per un giorno ogni dieci anni.
E poi tra quattro giorni è il mio compleanno.
Pensaci.