postato da vissidarte alle ore 16:33
lunedì, 31 marzo 2008

Gelati notturni. Musica di tanto tempo fa. Carezze del passato.
Sposato ma deluso che non passa inosservato, castano, nostrano pulito sano...

Che poi il buontalenti non mi è mai piaciuto.
Lasciar passare, sorvolare, perdere tempo e non cercare, non si sa poi bene cosa

Meglio svanire in questa indefinita età. Che immaginare quello che potrebbe essere (stato).
Come non potere più aspettare ali che non servono a volare sogni che non sogna mai nessuno...
Come non potere più aspettare cose che ritardano a venire lenti mutamenti di stagione
Una qualche verità

Ora persi nel mare profondo ora in alto a sfiorare le cime abbracciati al tempo che passa
Aspettando una buona ragione

Come se non fosse passato nemmeno un giorno.
Eppur si naviga ancora a vista. A fatica.
Ancora.
Permalink ? commenti ?commenti (popup)
categoria : delirio vano è questo, mi chiamano mimì, è una cronaca d-amor, sono un gramo rospo che sogna

postato da vissidarte alle ore 14:54
giovedì, 20 marzo 2008

Una donna alla finestra.

Ma in tutto ciò, riuscirò anche quest'anno ad andare al mare. L'ho appena saputo.
E mancano meno di tre mesi.

Non ci speravo proprio più.
Eppure...

Permalink ? commenti (1)?commenti (1)(popup)
categoria : mi chiamano mimì, sono un gramo rospo che sogna

postato da vissidarte alle ore 11:36
mercoledì, 19 marzo 2008

[...]
E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
[...]

Permalink ? commenti ?commenti (popup)
categoria : è una cronaca d-amor, sono un gramo rospo che sogna

postato da vissidarte alle ore 15:04
martedì, 18 marzo 2008

E' un periodo così.

Eduard Hopper

Permalink ? commenti ?commenti (popup)
categoria : mi chiamano mimì, è una cronaca d-amor, sono un gramo rospo che sogna

postato da vissidarte alle ore 15:40
martedì, 11 marzo 2008

Via libera alla commercializzazione della pillola abortiva in Italia.
La chiesa inorridisce :"non è un'aspirina".

Come no? Chi è che non ha in casa almeno una confezione di pillole abortive! Nella stagione fredda soprattutto, si sa, tornano comode, In fondo chi è che non abortisce almeno due-tre volte all'anno!

Anzi, bisognerebbe commercializzare anche il generico, che costa meno.
Mah. Chi ha inventato la religione doveva essere un diavolo.
Ops...

Permalink ? commenti (1)?commenti (1)(popup)
categoria : delirio vano è questo, mi chiamano mimì, una voce poco fa, fatto è il mondo così