Pensavo.
Pensavo che sono stata quasi un mese a casa, ho fatto tante belle cose utili, sono più stanca di prima, ma non mi sono tenuta neanche un minuto per me.
Pensavo che ho soltanto cercato di correre, correre, guardando solo quello che volevo guardare, tappando alla meglio le voragini, rimandando pensieri. Pensieri che tornano la notte, pronti ad essere nuovamente rimossi al risveglio.
Pensavo che alla fine anche questa è una costante di certi periodi della mia esistenza, correre con le orecchie tappate e gli occhi chiusi.
E pensavo, infine, che come sempre tutti questi pensieri abbandonati ad un certo punto si torcono contro di me, mi aspettano al varco per punirmi, per fare i conti, proprio quando penso di averli digeriti.
E così mi ritrovo ancora qui, a cancellare sms apocalittici, fissare quel cagnolino sul muro, guardare le rose secche sul tavolo, chiedermi perchè mi ritrovo puntualmente a questo.
E' tempo di scelte. Una è già fatta, armiamoci per le prossime.
Permalink ?
commenti (1)?
commenti (1)(popup)
categoria :
a titolo informativo, mi chiamano mimì, è una cronaca d-amor