postato da vissidarte alle ore 10:59
mercoledì, 31 dicembre 2008

Giovanni Allevi sta a Uto Ughi più o meno come Albano a Pavarotti.

Auguri!
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categoria : a titolo informativo, mi chiamano mimì, una voce poco fa, fatto è il mondo così

postato da vissidarte alle ore 13:13
martedì, 30 dicembre 2008

She's addicted to nicotine patches
She's afraid of the light in the dark
6:58 are you sure where my spark is?
here here here...


Ho orribilmente sognato. Mi sono alzata per inerzia, sono uscita ed ho pensato: martedì 30 dicembre. Come dieci anni fa. No, era mercoledì. Sì, ne sono certa, era proprio mercoledì.

Cosa ho mai fatto in questi dieci anni per essermi dimenticata il tuo volto? Io non lo so proprio. Tante cose mi riportano a te, ma al tuo volto proprio no. Ho dovuto mettere una foto, una piccola immagine sul televisore, per pensare a te, a voi due, e riuscire a darvi una faccia.

Era freddo alle otto di stamani, ma non c'era e non c''è neve. Lì ce ne sarà moltissima, a coprire i tetti, gli angolini delle finestre, le macerie umane e quelle strutturali. Ce ne sarà anche sul tettino sotto cui riposi, insieme a lui, di poco discostata. Quel posto che forse non era casa ma giciglio sì, tana, ricovero, antro segreto. Ma che da dieci anni precisissimi non lo è, mai più lo sarà. Dieci anni. Ma cosa potrò aver mai fatto in dieci anni?

Ho messo in moto, e provavo a pensare a tutto quello che ti, vi siete persi di me. Poco o molto, io non lo so, ma mi sarebbe piaciuto che lo vedeste. Avrei voluto dirvi di quanto ho amato, ho detestato, vorrei averti narrato i miei pessimi pensieri che assomigliavano così tanto ai tuoi, avremmo ancora potuto nasconderci dolci a vicenda e rubarci cioccolatini a natale. Tante cose non te le avrei dette, ma forse le avresti intuite. O forse no, ma sarebbe stato bello lo stesso tenermi quel segreto con il pudore di essere scoperta.

Ti avrei detto, proprio adesso sai, che non è un ottimo momento, che ho un umore terrificante, e che forse è proprio per questo che mi rifugio così tanto nel tuo ricordo invece di farmene altri, nuovi. Non lo puoi sapere, ma da quando non ci siete un anno è composto di undici mesi, perchè sono in letargo dal 30 di novembre fino a gennaio.

Anche adesso, sai. Trattengo il respiro.
E aspetto.
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categoria : delirio vano è questo, mi chiamano mimì, io piango

postato da vissidarte alle ore 16:34
domenica, 28 dicembre 2008

Sonnecchio.

Il videoregistratore rimanda immagini spaziali e musica divina: presagendo l’impossibilità di resistere lungamente ad una qualsiasi visione, mi sono premunita di inserire il vhs dell’odissea nello spazio di Kubrick, bel film non c’è che dire, perfetto anche per abbiocchi invernali non frettolosi e possibilmente natalizi.

Il cane che dorme con la testa appoggiata sul mio piede mi dice che forse è veramente questa e solo questa la felicità… e allora perché?

Con le tue finestre aperte sulla strada
e gli occhi chiusi sulla gente

E il respiro del tuo cane che dormiva…
com’è che non riesci più a volare?

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categoria : a titolo informativo, delirio vano è questo, mi chiamano mimì, sono un gramo rospo che sogna

postato da vissidarte alle ore 11:45
mercoledì, 24 dicembre 2008

Vago nel centro storico.
Ecco cosa farò oggi, per tutto il pomeriggio, fino a quando la sera mi costringerà al rito molto pagano di riunione familiare annuale. E poi?

E poi giorni e giorni di stravaccamenti su divani, visioni rimandate e finalmente appagate, vagheggi molto privati e pungenti estraniamenti pubblici, con e senza pause cardiache.

Insomma.

Buone feste.

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categoria : delirio vano è questo, mi chiamano mimì, una voce poco fa

postato da vissidarte alle ore 14:08
giovedì, 18 dicembre 2008

Liebestod

Dopo secoli, voglia di tornare a casa strusciando le ginocchia per terra. 
Attendendo l'oblio dall'anno nuovo.

Wagner ti detesto.
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categoria : delirio vano è questo, mi chiamano mimì, è una cronaca d-amor, sono un gramo rospo che sogna

postato da vissidarte alle ore 14:02
mercoledì, 03 dicembre 2008

Attendevo.

Giovedì scorso faceva freddo. Era molto tardi, sui lungarni c'erano soltanto americani ubriachi e giapponesi fotografanti chissà cosa, visto che nelle immediate vicinanze c'era Ponte Vecchio e gli Uffizi  e loro miravano dall'altra parte.

Camminavo, e non pioveva ancora. Ma che freddo.

Non più. L'attesa è finita.
Ma il freddo continua.
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categoria : firenze sogna, delirio vano è questo, è una cronaca d-amor, sono un gramo rospo che sogna