Anche Pagliacci è andato.
La solita zeffirellata pacchiana, con ottomila comparse e due miliardi (in euro!!!!)di scenografie, scintillante contorno di voci mediocri e poca sostanza. Forse qualcuno doveva avvisarlo che si trattava di Pagliacci, non di una pagliacciata...
Unica nota più che positiva, l'orchestra del Maggio, pur diretta così cosà, che regala esecuzioni da brivido; credo di aver ingoiato anche lo stomaco durante l'intemezzo di Cavalleria Rusticana e Manon Lescaut...
Fa un po' rabbia vedere tutti quei soldi letteralmente buttati nel cesso in un periodo nel quale i tagli impongono, e il Maggio lo sa bene, drastici e assai tristi ridimensionamenti. La cancellazione di gran parte del cartellone del prossimo Maggio Musicale docet, chissà, magari sostituita da altre tre - quattro Boheme Tosca e Traviata di infima qualità e massimo guadagno.
Argh.