A volte ci vuole davvero poco per raddrizzare una giornata.
Mi sono alzata con un umore a dir poco plumbeo, ma un inatteso evento mattiniero mi ha fatto sghignazzare per ore e ore.
La tecnologia sa essere goduriosamente diabolica.
E dopo grassi sghignazzi sulle beghinerie di una squallida moglie, adesso sono davvero pronta ad affrontare le miserie del vicinato.
Bye!!!
Ho osservato a lungo senza riuscire, tuttavia, a capire molto. Ho guardato quegli alberi bruciati e ritti al cielo, quelle case sventrate, senza più finestre, senza più un segno di vita, e mi pareva solamente irreale. Accanto a me la vita continuava, correva verso il mare ed aveva ancora voglia di sole.
Ed io, che ho lasciato quei posti poche ore prima dell'inverosimile, che la mattina del 30 giugno 2009 mi sono svegliata soltanto per puro caso lontana da lì e non credevo a ciò che mi ero appena lasciata dietro, non riuscivo a distogliere gli occhi da tanto dolore silente.
Ferita a morte, e ciò nonostante piena di muta dignità.
Così mi è apparsa Viareggio, a metà settembre 2009.
Come narrare di un Paese che non merita parole?
Me ne vado al mare, se i galli dovranno cantare che non lo facciano nel mio nome.
Ci si a luglio.
La Sicilia non ha veramente nessuna speranza.
Spero soltanto che venga completamente ricoperta dall'Etna, magari proprio mentre i suoi simpatici e civili abitanti si divertono a sparare ed avvelenare cani.
Che schifo.
Anche Pagliacci è andato.
La solita zeffirellata pacchiana, con ottomila comparse e due miliardi (in euro!!!!)di scenografie, scintillante contorno di voci mediocri e poca sostanza. Forse qualcuno doveva avvisarlo che si trattava di Pagliacci, non di una pagliacciata...
Unica nota più che positiva, l'orchestra del Maggio, pur diretta così cosà, che regala esecuzioni da brivido; credo di aver ingoiato anche lo stomaco durante l'intemezzo di Cavalleria Rusticana e Manon Lescaut...
Fa un po' rabbia vedere tutti quei soldi letteralmente buttati nel cesso in un periodo nel quale i tagli impongono, e il Maggio lo sa bene, drastici e assai tristi ridimensionamenti. La cancellazione di gran parte del cartellone del prossimo Maggio Musicale docet, chissà, magari sostituita da altre tre - quattro Boheme Tosca e Traviata di infima qualità e massimo guadagno.
Argh.